domenica, 09 marzo 2008
z1Ci piacerebbe regalare questo ombrello all'onorevole (non ancora per molto) Enrico Boselli, Segretario di quella sparuta associazione pomposamente chiamata Partito Socialista (ex Sdi).
Sarebbe un modo gentile per salutare la sua uscita dalla scena politica italiana e, contestualmente, uno strumento utile a sottrarlo da eventuali “attenzioni salivari" da parte di coloro che erano stati sfiorati dall'idea di votarlo. Proposito immediatamente rientrato dopo la spettacolare sortita del Nostro di proporre la candidatura "autonoma", al Senato, in Campania, di Clemente Mastella.                       
Lo stesso Mastella, che ha fatto della spregiudicatezza una sua virtù, l'ha guardato stranito e l'ha mandato a quel paese...   
La disperazione politica può portare a gesti inconsulti.               
E’ dura sbarcare il lunario senza indennità parlamentare!
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sabato, 01 marzo 2008
4Il povero Mastella ha fatto i conti con l’ingratitudine dello psico-homunculus politicus.
Oppure ha fatto male i conti.
Berlusca, in una intervista ad una emittente lombarda - e quindi informale, poiché è solito declinare la Storia dai tettucci delle auto – sbatte la porta in faccia a Mastella.
“Non c’è sincronia tra l'immagine rappresentata da un certo modo di rappresentare la politica e quello che è il sentimento del popolo delle libertà".
Mastella, in preda alla sindrome del vagabondo nel deserto, col miraggio del quorum, ribatte: “Correremo da soli in tutta Italia”.
Parole profetiche poiché nessun elettore correrà appreso a loro.
Cosa sarà di lui e della sua Famiglia? Uno statista della sua taglia (fisica), un ex Ministro della Giustizia che ha raggiunto vertici di popolarità inaudita (presso gli indultati), un poltico attaccato alla famiglia al punto tale da far cadere il governo per starle vicino.1
Ripagato con una volgare alzata di spalle (o magari con un ingeneroso gesto delle corna) ed abbandonato ai suoi problemi personali (con la giustizia: non da ispezionatore, ma da ispezionato) e familiari (la manutenzione della famosa casa con piscina a forma di ostrica).
Fatti a fidare delle promesse!
Addio vecchio Clemente. Ci mancherai.x abondosimi minuti. il Cavaliere non rispondiamo di repentini cambi di rotta.
tore ma da ispezionatoglia al punto tale da far
P.S.: Il post è aggiornato al momento della pubblicazione. Conoscendo la grave sindrome amnesica della quale è vittima il Cavaliere non rispondiamo dei suoi repentini cambi di rotta nei prossimi minuti.
 
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martedì, 12 febbraio 2008
Una mina vaga tra Palermo e Roma in attesa di brillare.
Ha l’addome a forma di otre, una parlata stramba che sembra l’imitazione di Friscia che interpreta il contadino che vende ricotta, e si ciba di cannoli e pesciolini fritti.
Si chiama Totò Cuffaro.
Totò, da quando è stato condannato in primo grado per favoreggiamento semplice, inibito dai pubblici uffici, sbertucciato e costretto a dimettersi da Governatore per anticipare il decreto di sospensione del Consiglio dei Ministri, ha sviluppato una collera biblica nei confronti dei suoi migliori Alleati: Silvio Berlusconi ed il suo pupo (nel senso tottiano” di pupone, piacione) siciliano Gianfranco Miccichè.
Ha dichiarato una sua personalissima e distruttiva guerra erigendo una insormontabile barricata contro Miccichè.
“Così come lui ha fatto con me, gli consiglio – per il bene della Sicilia – di non candidarsi alla Presidenza della Regione. Da parte mia farò di tutto per impedirglielo.”
Poi, ricordando di essere stato unto con l’olio di un milione e trecentomila voti siciliani, è andato all’attacco del Padrino romano di Miccichè.
“Nessuna confluenza con Berlusconi e Fini. L’Udc deve correre da solo e col proprio simbolo”, mettendo in un angolo Casini, che – già privato dei petali della Rosa Bianca – adesso corre il rischio di perdere l’eccezionale serbatoio di voti di Cuffaro in Sicilia.
Vedremo gli sviluppi..
Certo è che Totò, trasformato in deus ex machina in Sicilia ed in Italia, per quanto nota fosse la sua potenza elettorale, è un fatto inedito, che ancor di più ci fa porre una domanda?
Quale potentissimo e sotterraneo asse vigeva tra Cuffaro e Miccichè? Quali patti di ferro sono stati traditi? A quale parola uno dei contraenti è venuto meno per trasformare Totò da pacioso zù-vasa-vasa in uno tsunami distruttivo?
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sabato, 02 febbraio 2008
s_cSulle pagine palermitane di Repubblica, un articolo ci illustra le tranquille giornate di Totò-Vasa-Vasa in versione Past-President.
Se ne sta stinnicchiato ai tavoli del Gran Nobel di villa Sperlinga, circondato dal suo popolo di baciapile, che lo ha osannato per un decennio e che adesso fiuta il vento, pronto a dirottare l’“affetto” sul potente prossimo venturo.
“Libero da impegni istituzionali, Totò ha più tempo da dedicare alla famiglia”.
“Totò rientra a casa all’ora di pranzo dove moglie e figli lo attendono per sedersi a tavola tutti assieme”.
Un bel quadretto familiare.
Poi, Totò, rispolvera la sua proverbiale grinta ed attacca a testa bassa Santoro, colpevole di avere fatto “Anno zero”, giovedì sera, in sua assenza ed di averlo riprocessato in contumacia.
“Non ha voluto accettare la mia richiesta di posticipare la trasmissione di una settimana per consentirmi di potere essere presente”.
La domanda, a questo punto, sorge spontanea. Perchè Totò non è andato giovedì sera ad “Anno zero”? Quali improrogabili impegni glielo hanno impedito?
In una parola: ma chi chiffari avieva…???
 
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martedì, 29 gennaio 2008

Il personaggio è fatto così. Inutile stargli dietro: ti farebbe girare la testa come una trottola e non riusciresti a tenerlo sotto controllo.
Meno male che il suo mestiere non è quello di calciatore: farebbe impazzire i difensori avversari.
Ed allora perchè dare risalto a ciò che dice? E’ oramai acclarato che, nel momento in cui ha esaurito il fiato della frase, ha già cambiato idea, pronto a spergiurare di non averla mai detta.
Che volete fare: nessuno è perfetto ed il nostro ha questo difettuccio.
Potremmo sopravvivere lo stesso; basterebbe ignorarlo. Purtroppo non è così perché la persona della quale parlo è il prossimo Presidente del Consiglio: l’on. Silvio Berlusconi.
Amen!
* * *
Un esempio? qui
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lunedì, 28 gennaio 2008

Il centrosinistra è naufragato sbattendo contro gli scogli rappresentati: da Mastella e dall’irrisolto rapporto magistratura-politica; dalla disomogeneità della coalizione (effetto della legge elettorale) che ha dilatato a dismisura il potere di condizionamento e veto di partitini e gruppetti ed – a mio avviso, elemento determinante – la nascita del Partito Democratico, venuto alla luce per unire e divenuto un micidiale strumento di divisione.
Fatta la frittata, e già in odore di elezioni politiche anticipate, sarà interessante seguire l’evoluzione del dibattito politico a sinistra per comprendere come si vorrà tamponare la baracca sfasciata dell’ex centro-sinistra.
* * *
Rosy Bindi, in una intervista al Corsera, avvia il dibattito nel Partito Democratico.
“Il Pd deve dialogare con la sinistra democratica…La coalizione deve rimanere unita….Lo spirito dell’Ulivo non è morto ed il Pd in campagna elettorale non può che rivendicare i successi di questi venti mesi…Andare al voto da soli è un lusso che la situazione del Paese non ci consente.”
E sul candidato premier: “Veltroni? Non è scontato. Non c’è automatismo. Dobbiamo mettere in campo una sintesi intelligente di novità e tradizione…una si chiama Veltroni…c’è Prodi…ci sono altri leader.”
“Chi sarà il candidato premier è una scelta che faremo assieme.”
* * *
Come apertura di dibattito non si può definire morbida!
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sabato, 26 gennaio 2008
cufTotò convoca alla 12.00, in seduta straordinaria, l’Assemblea regionale siciliana.
La sensazione è che più della condanna a cinque anni di reclusione, più dell’interdizione permanemte ai pubblici uffici, più dei distinguo di Gianfranco Miccichè, più delle fragorose esternazione del Presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, più di tutto poterono i cannoli.
L’intrigante cannolo siciliano ha un gusto pieno ed avvolgente, ma quannu 'a ricotta è passatella…sai chi acitu!!!
cuff

 

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giovedì, 17 gennaio 2008
zLady Sandra Lonardo in Mastella, agli arresti domiciliari nella villa familiare di Ceppaloni, informa la nazione, attraverso le colonne del Corsera, che le traversie giudiziarie nelle quali si dibatte “sono l’amaro prezzo che, assieme a mio marito, stiamo pagando per la difesa dei valori cattolici in politica”.
E ci rassicura che a dimettersi: “non ci penso nemmeno”.
Si prospetta il primo esempio di amministrazione via internet: la gestione del Consiglio regionale della Campania, direttamente dal computer dello studio di casa Mastella.
Nelle giornate soleggiate, se la prolunga lo consentirà, addirittura dal bordo della famosa piscina a forma di conchiglia.
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mercoledì, 16 gennaio 2008
ma“Mi dimetto…tra l’amore della famiglia ed il potere, scelgo la famiglia”.
Clemente Mastella getta la spugna e, accompagnato dalla sua corte faraonica, si precipita a Ceppaloni,  nella favolosa villa di famiglia - quella con la piscina a forma di conchiglia - dove la moglie sconta gli arresti domiciliari.
Non sappiamo se in macchina o in aereo, ovviamente di Stato.mas
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mercoledì, 16 gennaio 2008

La sig.ra Sandra Lonardo - moglie del Ministro della Giustizia, Clemente Mastella - nonché (o forse per questo?) Presidente del Consiglio regionale della Campania, finisce agli arresti domiciliari con l’accusa di tentata concussione ai danni del Direttore Generale dell’Azienda ospedaliera di Caserta.
Mastella - attaccando il giudice che ha emesso il provvedimento contro la moglie, definita “ostaggio” - si dimette da Ministro “per senso dello Stato”.
Veniamo raggiunti dall’”illuminazione” di vivere nel Paese di Pulcinella allorquando leggiamo le dichiarazioni della sig.ra Lonardo, dal rifugio fatato di Ceppaloni.
“Non ho ricevuto alcun avviso del provvedimento restrittivo. Apprendo la notizia dalla televisione. Sono una donna libera.”
Certo è che la Giustizia, in Italia, funziona speditamente!
Ragione di più per sbarazzarci politicamente dell’ingombrante sagoma del consorte, guarda caso, Ministro di Giustizia.
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