giovedì, 09 ottobre 2008

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Ore 11.00 di lunedì 6 ottobre.
Chiamo al numero di telefono indicato per prenotare.
“Drin…drin…drin…(voce registrata)…il numero di telefono è a pagamento. Costa della chiamata…scatto alla risposta…più…al minuto…più IVA…”
“Desidero prenotare due persone per LA NARRAZIONE presso l’atrio del Cacere dei Penitenziati di sabato sera…”
“E’ tutto pieno!”
“Come tutto pieno? Si prenota dal lunedì alle nove per gli spettacoli della settimana ed alle 11.00 della mattina del primo giorno è già tutto pieno?”
“E’ tutto pieno”
“Va beh! La telefonata è a pagamento e non intendo polemizzare a mie spese ed a vostro arricchimento. Click”.
 
P.S.: Ingresso gratuito? Prenotazione a pagamento!
Già alle 11.00 del lunedì lo spettacolo del sabato è sold-out. Tutti coloro che chiameranno fino al sabato a chi regaleranno i soldini delle chiamate telefoniche?
La manifestazione, lodevole, si chiama "Le vie dei Tesori": che il "Tesoro" sia quello che - grazie alla famigerata numerazione 199 - si spartiranno Compagnia Telefonica & Organizzatori?
postato da: autofocus alle ore 19:02 | Permalink | commenti (1)
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venerdì, 18 gennaio 2008
Ai commercianti palermitani ne ho dette di cotte e di crude. Forse troppe.
“Bottegai”, “lobbisti”, “finanziatori della mafia a costo zero” (nel senso che il pizzo, che arricchisce le Famiglie mafiose - spesso pagato più per acquiescenza/convenienza che per paura - viene scaricato sugli acquirenti), “intolleranti e potenti interlocutori dell’amministazione comunale in tema di viabilità e vivibilità cittadina”.
Non tutti i commercianti, ovviamente; sola una parte. Larga?
Con la sensazione di essere stato eccessivamente intollerante, guardo il servizio di Stefania Petyx, su “Striscia la notizia”, sui saldi a Palermo.

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Per guardare il video cliccare qui
Al termine ho cambiato il mio giudizio! Se prima pensavo male dei commercianti palermitani, adesso penso”peggio”!
° ° °
P.S.: La frase stra-abusata nei libri e nelle canzoni: "se non esistessi, dovrebbero inventarti", nel caso della Stefania Petyx, con bassotto al seguito, è più che mai azzeccata.
postato da: autofocus alle ore 15:07 | Permalink | commenti (2)
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domenica, 13 gennaio 2008

Che confusione! Auto pari i giorni pari, auto dispari i giorni dispari. Ma non i giorni pari o dispari della settimana, bensì i giorni pari o dispari del calendario. Ed i giorni dispari-dispari 31 gennaio/1 febbrario, 29 febbraio/1 marzo, 31 marzo/1 aprile? Targhe dispari-dispari o dispari-pari? Ed il centro storico? E la domenica? Ed i controlli dei vigili urbani?
Attendiamo le delibere, con successive modifiche ed integrazioni, della strana coppia: Sindaco & Assessore con delega alla Viabilità, alias Sindaco Avatar Cammarata &
famoso avvocato Jimmy D'Azzò.
Noi, confessiamo, ci arrendiamo davanti a tanta incompetenza, improvvisazione e pressapochismo.
Non siamo i soli.
Ricopiamo una bellissima lettera pubblicata ieri, 09/01/2008, sulla edizione palermitana di Repubblica, nella rubrica "Lettere e commenti", a firma del lettore Roberto Albertini.



Targhe pari o dispari
di
Roberto Albertini

Nel mese pari (dicembre) di un anno dispari (2007), sindaco ed assessore esperto in mobilità decisero per le targhe alterne: se dispari non dovevano circolare nei giorni pari della settimana.
Nell’anno pari (2008) e nel mese dispari (gennaio) però a partire da un giorno pari (14) le targhe pari non potranno circolare nei giorni dispari del mese anche se questo mese è pari, a meno che non sia di 31 giorni, nel qual caso potranno circolare insieme quelle dispari intasando il centro in modo impareggiabile.
L’assessore comunale in questione ha dichiarato: “la lotta allo smog è una battaglia impari per ogni amministrazione, pari solo a quella contro le doppie file”.
Certo ogni provvedimento dell’amministrazione comunale non dovrà creare disparità tra cittadini e quindi quelli con cognomi con numero dispari di lettere, purchè non abitino in numeri civici pari, avranno l’impareggiabile opportunità di non pagare la contravvenzione nella zona blu se l’ora in essa annotata sommata alla targa divisa per l’ultima cifra della penultima contravvenzione risulterà pari.
O forse dispari?
Parimenti accadrà per la sosta in fila dispari.
Eccezionali i nostri amministratori, anche perché pare che i loro stipendi siano solo parificati a quelli dei colleghi di altre città nelle quali una simile impareggiabile fantasia non è offerta ai loro cittadini.
Questa, si, una disparità insopportabile.

(Dalla rubrica "Lettere e commenti" della Repubblica-Palermo dell'09 gen 2008)
postato da: autofocus alle ore 23:02 | Permalink | commenti
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venerdì, 04 gennaio 2008
Targhe alterne? Da lunedi 14 si cambia.
Circoleranno le auto con targa dispari, i giorni dispari del mese e quelle con targa pari (zero compreso), i giorni pari del mese.
Questa eccezionale modifica, secondo il sig. sindaco, è «…un modo per rendere più logico e meno penalizzante il provvedimento alternando i giorni e dando a turno a tutti le stesse possibilità e gli stessi diritti».
Minghia sig. tenente!
L’Avatar - dopo le abbuffate festaiole - riemerge dal letargo, riprendendo, con decisioni logiche e non penalizzanti, le redini della città.
Targhe pari o dispari? Giorni della settimana o del mese? Siamo nel campo della sperimentazione pura: manco fosse la prima volta che a Palermo o in Italia si adottano simili, inutili, provvedimenti.
Per cui dovremo attenderci una pioggia di delibere che contengano progressivi aggiustamenti che contrastino la diffusione delle polveri sottili.
Nel frattempo il livello di inquinamento ha raggiunto livelli dall’erta.
Studiare una chiusura ragionata del centro storico? Non se parla!
Restituirlo alla vivibilità pedonale, come in tutti i centri storici italiani ed europei? Stupidate!
Purtroppo chi comanda in città sono i commercianti.
Ognuno ha le proprie croci.                                                           Noi abbiamo le nostre: venditori, pizzaioli e lobbisti
postato da: autofocus alle ore 12:26 | Permalink | commenti
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mercoledì, 28 novembre 2007
bastaFermi tutti. Macchina indietro. Forza Italia non si scioglie più!
Berlusconi, deciso più che mai a mettere a dura prova la sanità mentale dei suoi sudditi, ha annunciato che “il nuovo soggetto politico si strutturera' su un modello confederale". In sostanza il come-si-chiama (Partito del popolo delle libertà? PdL?) sara' "un partito rete a cui potranno aderire non solo formazioni politiche, ma anche associazioni e singoli cittadini”.
E poi, continuando a pensare che gli italiani (tranne lui, Confalonieri, Fede e pochi altri) sono degli inguaribili coglioni, ha aggiunto: "Io non avevo detto che avremmo sciolto Forza Italia”.
 
Fermo restanto che il modello del nascente partito più che ad una “rete” assomiglia ad una “groviera”, ci rifiutiamo di stare appresso alle paranoie del Nano. Lasciamo questo piacere ai suoi cortigiani.
Da parte nostra preferiamo stare spaparanzati sulla poltrona della nonna, scanalare da una rete televisiva all’altra ed ascoltare le teste di diamante della sua squadra di lustrascarpe (Bondi, Schifani, etc.) spiegarci che – effettivamente - il loro Capo Condomìnio non voleva sciogliere bla-bla, anzi aveva chiaramente indicato bla-bla il modello confederale, a scacchi, a rete o come diavolo gli va, tanto lui porta il pallone, stabilisce chi gioca e chi no ed a loro tocca il ruolo di titolari o panchinari a seconda di come al Capo ruotino gli zebedei.
Chissà, se un occhio attento, potrà cogliere nei loro volti il fremito di una palpebra, una ruga che fino al giorno prima non c’era. Potrebbe significare: anche i lecchini hanno i coglioni ed un pizzico cominciano a romperseli anche loro.
postato da: autofocus alle ore 21:15 | Permalink | commenti
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mercoledì, 28 novembre 2007
                                        
Il Ministro della Giustizia Clemente Mastella  gioca a tutto campo.
A colazione stoppa la messa in onda della fiction della RAI “La vita rubata” perché la vicenda romanzata di Graziella Campagna, 17enne di Villafranca Tirrena (Me), testimone involontaria di un segreto di mafia, “avrebbe potuto turbare la serenità dei giudici della Corte d'Assise di Appello che dal 13 dicembre si riuniranno in udienza proprio per il processo Campagna”.
Dopo pranzo, per par conditio, si scaglia contro la fiction Mediaset, “Il capo dei capi”, giunta alle ultime puntate – ma si sa: dopo un’abbondante libagione, i riflessi sono appannati – perché “Riina è un farabutto e basta e…non vorrei che venissero forniti dei modelli da emulare”.
Infine, prima di cena, chiarisce che lui “ha fatto da postino ad una richiesta del presidente della Corte d'appello di Messina”.
Mastella è un politico accorto ed un uomo amabile. Meridionale, caciarone, allegrone.
Cultore del valore “Famiglia”: tant’è che ha guardato con soddisfazione la scalata della moglie alla VicePresidenza della Regione Campania (per volontà degli elettori prima e degli eletti dopo, per amor di Dio!), ha visto figli e famigli insigniti di consulenze ministeriali (acquisite per meriti di studio e di curricula, ci mancherebbe!).
In una parola: un perfetto Padre di Famiglia. Ci è, pertanto, molto simpatico.
Ma stavolta non lo seguiamo.
Abbiamo sempre pensato che i problemi della giustizia fossero dovuti a qualche magistrato più sensibile ai casi del potere politico ed economico e meno a quelli della giustizia, ad una carenza mirata degli organici, a proposte di legge - strumentalmente accantonate - che avrebbero sburocratizzato gli iter processuali, ad un uso spregiudicato degli ispettori ministeriali, a ricorsi ad hoc al Csm, all’avocazione di inchieste scomode, agli indulti a tempesta, etc, etc.
Macchè, niente di tutto questo.
I disastri della giustizia sono da attribuire alle fiction.
Secondo Mastella i giudici, anziché consumare gli occhi e le schiene sui Codici, si piazzano davanti i televisori, spaparanzati sul divano del salotto buono e formano i loro convincimenti guardando le “fiction”.
Più facile sorbirsi due orette di Daniele Liotti o Tiziana Lodato che stare a leggere migliaia di atti processuali.
Cose dell’altro mondo!
                                      
                               Il colmo è che il Ministro dice di fare “il postino”.
postinoMagari lo avesse fatto veramente!
Oggi avremo un altro Ministro della Giustizia, qualche delinquente in più in carcere e qualche indultato in meno a compiere delitti in giro e, sicuramente, un bravo postino in più: scrupoloso, attento e pure simpatico.
Al quale dare con piacere una bella mancia natalizia.
postato da: autofocus alle ore 12:16 | Permalink | commenti
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