domenica, 13 gennaio 2008

Avevo alcune faccenda da sbrigare in centro.
Attorno alle 15.30 passo davanti le vetrine di un noto negozio di pelletteria di viale della Libertà.
Uno di quelli inserito con nome, ramo d’impresa e cifra mensile, tra i “pizzaioli” nei famosi libri contabili del boss LoPiccolo.
Espone dei vistosi cartelloni che pubblicizzano gli sconti, ma tu cosa pensi?
La gente ha letto, memorizzato, annotato ed ha concluso: “io, nel negozio di quel commerciante lì, che è un finanziatore della mafia e che mi fa pagare il supplemento-pizzo, non ci entrerò mai più!”
Macche! C’erano almeno cinquanta persone che si accalcavano in attesa dell' apertura del negozio.
Sono ripassato attorno alle 17.30: la gente invadeva il marciapiede e l’ingresso dei clienti era regolato da boygard.
Conosco l’obiezione. Chissà quanti altri “bottegai” pagano il pizzo e non sono finiti sulle colonne del giornale.
E che significa? Se scopro che quello che reputo un “amico” mi vuole fregare, non sto a considerare che - forse - anche altri vorrebbero fare lo stesso. Io lo mando a quel paese.
Però il mondo è bello perchè è vario.

postato da: autofocus alle ore 23:04 | Permalink | commenti (2)
categoria:la mafia ha rotto i c
lunedì, 07 gennaio 2008

Sul blog cittadino Rosalio, l'ottimo Giuseppe Lo Bocchiaro pubblica questa bellissima vignetta.
Un "pizzaiolo" palermitano (uno stimato imprenditore? un commerciante illuminato?) si chiede, dopo gli ultimi arresti eccellenti, perpesso ed un po' spaesato: "E ora il pizzo a chi lo paghiamo?".
Questa vignetta fotografa, in maniera fulminante ed esaustiva, la "realtà antropomorfica" dell'imprenditore/commerciante/bottegaio/affarista palermitano-medio.
Dirò di più: la "realtà antropomorfica" di parte (larga?) del palermitano-medio.
Con gli anni, il variare delle stagioni e la selezione naturale, nel dna del palermitano-medio si sono sedimentate una serie di convinzioni:
non è la mafia il problema della nostra società;
lo è di più lo Stato, che - coi suoi vincoli, balzelli, inceppi, lungaggini burocratiche - appesantisce le dinamiche economiche;
un clima di diffusa illegalità rappresenta il "brodo di coltura" ideale per far funzionare le attività affaristiche/imprenditoriali - insignificanti, piccole o grandi - legali, confinanti coll'illegalità, criminali.
Tale convinzione, come una mala erba, s'è radicata in maniera trasversale, interclassista, "democratica": senza distinzione di sesso, credo religioso, politico e senza distinzione di classe sociale: imprenditori, commercianti, liberi professionisti, spacciatori, posteggiatori abusivi, truffatori, etc.
Tutti con uno slogan comune: strizzare l'occhio all'illegalità aiuta a vivere meglio, a presidiare la difesa dei nostri interessi di bottega e a far meglio i nostri affari.
Quindi: abbasso l'irpef e viva il pizzo.

postato da: autofocus alle ore 12:25 | Permalink | commenti
categoria:la mafia ha rotto i c
venerdì, 28 dicembre 2007

pizzini

postato da: autofocus alle ore 19:06 | Permalink | commenti (1)
categoria:la mafia ha rotto i c
venerdì, 28 dicembre 2007

L'edizione palermitana di Repubblica, esercitando il diritto costituzionale di cronaca, pubblica un elenco di commercianti che, non mi piacciono i giri di parola, favoreggiano le attività criminose, attraverso il pagamento del pizzo. Mi piace tagliare la carne a fette: il favoreggiamneto è un reato penale e come tale va penalmente perseguito. Non ci sono se e non ci sono ma! E poi i signori commercianti disonesti sono, in quota parte, quegli stessi signori che prendono in ostaggio la città, imponendo i loro dicktat all'amministrazione cittadina e che prendono per il culo la gente onesta come me, scaricando sui miei acquisti i loro "costi aggiuntivi d'impresa".  Non mi sta bene. Io non sto con la mafia e quindi non sto con chi la mafia la foraggia. I commercianti pubblicati non saranno i soli che pagheranno il pizzo. Poco male. Aspetto la conclusione delle indagini e le inchieste dei giornali (spero che la perquisizione alla sede palermitana di Repubblica ed alle case dei giornalisti autori del pezzo sia stato un abbaglio della Procura!). Per adesso mi sta bene conoscere i nomi di quelli pubblicati. Meglio che niente. Li appunterò nella mia agendina, li scolpirò nella mia mente. Non metterò più piede nei loro locali. non voglio essere io a favoreggiare la mafia destinando una parte del mio danaro a qualche organizzazione malavitosa: manco fosse un acquisto benefico in favore di qualche Onlus!

 

 

postato da: autofocus alle ore 18:59 | Permalink | commenti (1)
categoria:la mafia ha rotto i c
giovedì, 06 dicembre 2007
La moglie di Totò Riina cita per danni gli autori della fiction di Mediaset “Il Capo dei Capi”.
Secondo la sig.ra Bagarella lo sceneggiato-tv “lede l’immagine” del padrino corleonese e, quindi, cosa fa?
Si rivolge “alla Legge”, “allo Stato”, affinchè un giudice si occupi della faccenda e giudichi se i diritti costituzionali, i suoi e quelli del consorte, siano stati lesi.
Non ho letto il fondo di uno dei Soloni del nostro giornalismo pronunciarsi sulla vicenda. Neanche Vespa, Mentana e gli altri speculatori delle tragedie umane, hanno messo bocca.
L’unica persona che ha detto coraggiosamente la sua, con voce tremante ma chiara, trascinandosi appresso un bassotto, è stata Stefania Petyx.
L’Informazione di un Paese che delega la Satira a dire quello che i media nazionali – per mancanza di palle e/o di indipendenza – trascurano, è un’Informazione gravemente malata.
Vedi il filmato.
postato da: autofocus alle ore 23:05 | Permalink | commenti
categoria:la mafia ha rotto i c
lunedì, 05 novembre 2007

la mafia ha rotto i coglioni

ma anche

i politici collusi, fiancheggiatori ed amici degli amici hanno rotto la m******

***
Eccezionale inizio di settimana con una notizia che ridà il sorriso alle persone per bene:
"arrestati i boss latitanti Salvatore e Sandro Lo Piccolo. Salvatore Lo Piccolo, latitante dal 1983, dopo l'arresto di Bernardo Provenzano, era ritenuto al vertice di Cosa Nostra palermitana. Con loro sono stati arrestati anche i latitanti Gaspare Pulizzi, reggente di Brancaccio e Andrea Adamo,. reggente di Carini. Tutti inseriti fra i 30 maggiori ricercati d'Italia".
Bravi i poliziotti ed i magistrati che, con pazienza e competezza hanno portato avanti la complessa macchina investigativa fino al conseguimento del brillante risultato finale.
postato da: autofocus alle ore 11:46 | Permalink | commenti (3)
categoria:la mafia ha rotto i c