giovedì, 28 febbraio 2008
callS’è scatenata una corsa bipartisan alla ricerca di operatori – meglio se giovani e precari - di call center.
Ualter Ueltroni ne cerca una cofanata da candidare come capilista alle elezioni nazionali.
Anche Palermo, che a proposito di attività precarie è parecchio cool…, darà il suo contributo.
Sul web cittadino impazzano le richieste di curricula, le autocandidature, le sollecitazioni di amici e colleghi.
 
Non è da meno, in ambito regionale, il forzista Gianfranco Miccichè.
Politico di razza (padrona) e di solida esperienza, dopo avere inciuciato per anni col cuffarismo ne ha poi, al momento del tramonto, detto peste e corna, attirandosi le ire furibonde del pacioso Totò.
Il resto è storia di questi giorni: designato a Governatore della Sicilia, s’è poi sottomettesso agli interessi “superiori” di Berlusconi e costretto ad abbozzare al tandem Lombardo-Cuffaro.
A questo punto è venuta fuori la furbizia politica del Nostro.
Messa in soffitta la rivoluzione siciliana (ed incassata la promessa di un dicastero romano), Miccichè s’è gettato sul vento nuovo della blogsfera.
Ecco così l’idea di costituire liste satelliti, da rimpizzare con blogger e giovani lavoratori altrettanto precari ed altrettanto di call center.
 
Risultato: da grande uomo di impresa, Gianfranco si accredita come politico nuovo, aperto alle tecnologie ed attento al mondo del disagio sociale e lavorativo dei giovani.
Tutto ciò sulla pelle dei precari di call center.
I quali raccoglieranno qualche decina di voti ed usciranno dall’esperienza di candidati con le ossa rotte. Già umiliati dalla politica, dalle cui forche caudine sono passati per acquisire la patente di precarietà, continueranno ad essere stumentalizzati dal politico di razza (padrona).
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sabato, 23 febbraio 2008

etempo

Crocchio di amici davanti il deprimente ex Deposito delle Locomotive a S.Erasmo, dopo la visita alla squallidissima manifestazione E’ tempo di cioccolata (e meno male che il cioccolato è un antidepressivo, che altrimenti mi sarei buttato giù dal moletto degli ex Bagni Virzì).

caosUn’amica la lancia lì. “Avete visto Caos Calmo con Moretti?”. E qui si dipana una conversazione variegata. Chi sostiene che Moretti gli fa lo stesso effetto del pessimo cioccolato aromatizzato appena degustato; chi di esserne stato folgorato ai tempi di “Io sono un autarchico”, visto al Cineclub “L’Antorca”, che sorgeva in un magazzino adattato a sala cinematografica in fondo a via Lincoln, e saranno stati i primi anni del 1980, e da allora non essersene più distaccato.

Chi loda la completezza artistica, lato B incluso e favorito, raggiunta da Isabella Ferrari; chi - per dimostrare che, dopo anni di pippe all’università, aveva finito per leggere qualche libro – si accalora a dissertare di stati emozionali dissociati, di calma apparente e caos interiore, di sesso catartico, di metabolizzazione del lutto.

Io ascolto e penso soprattutto alla metabolizzazione del cioccolato.

Quanto al film ha già detto tutto il famoso critico cinematografico Johnny Palomba

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venerdì, 22 febbraio 2008

 

lombardo           +          =

Tutto si può dire tranne che il Berlusca non si intenda di belle donne. Del resto una vecchia ed infondata leggenda esalta la sessualità dei (psico) nani...

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martedì, 12 febbraio 2008
Una mina vaga tra Palermo e Roma in attesa di brillare.
Ha l’addome a forma di otre, una parlata stramba che sembra l’imitazione di Friscia che interpreta il contadino che vende ricotta, e si ciba di cannoli e pesciolini fritti.
Si chiama Totò Cuffaro.
Totò, da quando è stato condannato in primo grado per favoreggiamento semplice, inibito dai pubblici uffici, sbertucciato e costretto a dimettersi da Governatore per anticipare il decreto di sospensione del Consiglio dei Ministri, ha sviluppato una collera biblica nei confronti dei suoi migliori Alleati: Silvio Berlusconi ed il suo pupo (nel senso tottiano” di pupone, piacione) siciliano Gianfranco Miccichè.
Ha dichiarato una sua personalissima e distruttiva guerra erigendo una insormontabile barricata contro Miccichè.
“Così come lui ha fatto con me, gli consiglio – per il bene della Sicilia – di non candidarsi alla Presidenza della Regione. Da parte mia farò di tutto per impedirglielo.”
Poi, ricordando di essere stato unto con l’olio di un milione e trecentomila voti siciliani, è andato all’attacco del Padrino romano di Miccichè.
“Nessuna confluenza con Berlusconi e Fini. L’Udc deve correre da solo e col proprio simbolo”, mettendo in un angolo Casini, che – già privato dei petali della Rosa Bianca – adesso corre il rischio di perdere l’eccezionale serbatoio di voti di Cuffaro in Sicilia.
Vedremo gli sviluppi..
Certo è che Totò, trasformato in deus ex machina in Sicilia ed in Italia, per quanto nota fosse la sua potenza elettorale, è un fatto inedito, che ancor di più ci fa porre una domanda?
Quale potentissimo e sotterraneo asse vigeva tra Cuffaro e Miccichè? Quali patti di ferro sono stati traditi? A quale parola uno dei contraenti è venuto meno per trasformare Totò da pacioso zù-vasa-vasa in uno tsunami distruttivo?
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categoria:personaggi
venerdì, 08 febbraio 2008

wl

La politica ed il gossip si rincorrono, si annusano, si abbrancano come i ballerini di tango.
Un ventennio di stranamori,  grandi fratelli, isole di ex famosi e pacchi non potevano non rimbambirci al punto da renderci sensibili alle vicende amorose dei nostri politici.
In tempi recenti memorabile è stata la missiva a Repubblica di Lady Veronica Lario in Berlusconi.
Ed ancora, le patetiche dichiarazioni dello psiconano su parlamentari ex strarlette (o starlette parlamentari?) assieme alle penose fotografie nella quali satireggia con le donnine del suo harem in Costa Smeralda.
Per non parlare del pasticce a trois Sarkozy-Carla-Cecilia.
In ultimo il fidanzamento annunciato tra Ualterveltroni, che in tema di inciuci non prende lezioni da nessuno, e Luca-Cordero-Di-Montezemolo.
Se son rose…
Nel frattempo mio cugino, che lavora al reparto verniciatura della Fiat di Termini Imerese, vecchio militante del Partito Comunista, transitato al Pds, ai Ds ed approdato al Pd ueltroniano, attende - con l’acquolina in bocca - il prossimo Comitato di Fabbrica, allorquando discuterà di carichi di lavoro e di sicurezza del reparto, gomito a gomito col compagno Luca-Cordero-Di-Montezemolo.
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categoria:cronache marziane
lunedì, 04 febbraio 2008
wvSi va al voto.
Il Presidente del Senato Marini, incaricato di costituire un nuovo governo, com’era evidente fin dall’inizio, ha fallito.
Si va al voto con la vecchia legge elettorale, il “porcellum”, con l’intento di scongiurare il referendum o, almeno, di posticiparlo di un anno.
Come si approssima la sinistra al voto?
Con l’area mogia di chi sale sul patibolo ad incontrare il boia.
Divisi, rancorosi e litigiosi. Allo sbando.
A quale direttore d’orchestra dobbiamo questa sinfonia scordata? Al maestro Walter Veltroni!
Non estraneo alle debacle politiche (pensate alla sua breve esperienza da segretario dei Ds!) ha sfasciato a colpi di piccozza tutto quello che c’era da frantumare.
Il Partito Democratico, nato per unire, ha finito per dividere.
Walter Veltroni ha, di fatto, delegittimato il governo Prodi; ha tentato di mettere mano alla riforma elettorale ondeggiando da un sistema elettorale all'altro, ingarbugliandosi tra soglie di sbarramento e premi di maggioranza; ha inciuciato potentemente con Forza Italia, ha urlato ai quattro venti che avrebbe corso da solo alle elezioni, ha poi invocato – caduto il governo e stante la determinazione della destra di andare alle urne – la celebrazione del referendum.
Di fatto il Giovane Walter ha buttato all’aria l’Ulivo, che pur tra mille contraddizioni aveva tenuto testa alla destra, senza costruire alcunché ed ha ridato vita a Berlusconi ed al polo di centro-destra, che non più tardi di qualche mese fa, erano morti e sepolti.
Dalla “discesa in campo” del Sindaco Veltroni si sono avuti solo cantieri di demolizione, cumuli di macerie e munnizza e nien’altro.
Ed adesso?
Abbiamo una Cosa Rossa, che ricorda con inquietudine un film terrorifico-fantascientifico, denominata “Sinistra-Arcobaleno”, che raduno la sinistra radicale ed i verdi, che forse si presenterà alle urne con Bertinotti candidato premier ed il Partito Democratico con Veltroni aspirante premier.
Andiamo incontro al diluvio: di voti del centro-destra.
Andiamo incontro a Berlusconi per i prossimi dieci anni.
Amen...
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categoria:cronache marziane
sabato, 02 febbraio 2008
s_cSulle pagine palermitane di Repubblica, un articolo ci illustra le tranquille giornate di Totò-Vasa-Vasa in versione Past-President.
Se ne sta stinnicchiato ai tavoli del Gran Nobel di villa Sperlinga, circondato dal suo popolo di baciapile, che lo ha osannato per un decennio e che adesso fiuta il vento, pronto a dirottare l’“affetto” sul potente prossimo venturo.
“Libero da impegni istituzionali, Totò ha più tempo da dedicare alla famiglia”.
“Totò rientra a casa all’ora di pranzo dove moglie e figli lo attendono per sedersi a tavola tutti assieme”.
Un bel quadretto familiare.
Poi, Totò, rispolvera la sua proverbiale grinta ed attacca a testa bassa Santoro, colpevole di avere fatto “Anno zero”, giovedì sera, in sua assenza ed di averlo riprocessato in contumacia.
“Non ha voluto accettare la mia richiesta di posticipare la trasmissione di una settimana per consentirmi di potere essere presente”.
La domanda, a questo punto, sorge spontanea. Perchè Totò non è andato giovedì sera ad “Anno zero”? Quali improrogabili impegni glielo hanno impedito?
In una parola: ma chi chiffari avieva…???
 
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categoria:personaggi