venerdì, 30 novembre 2007
"Mi colpì la sua voce straordinaria, la vitalità con cui cantava, la sua potenza vocale che andava di pari passo con la sensibilità musicale. Un binomio difficile perché quando hai una voce potente di solito sei anche un po' grossolano. Ma lei era in grado di unire le nuances più raffinate"
(Franco Battiato)
 
Franco Battiato, firma un film-documentario (La sua figura - Edizione Fandango) sulla sua grande amica, Giuni Russo, palermitana, cantante dotata di eccezionali mezzi vocali e squisita sensibilità, che ha conosciuto il grande successo commerciale e l’ostracismo dell’ambiente artistico per il suo tentativo di addentrarsi nel campo minato della ricerca musicale. Donna dal carattere “difficile” e dalle scelte personali coraggiose.
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categoria:personaggi
mercoledì, 28 novembre 2007
Un inquietante personaggio si aggira per i campi di calcio della nostra serie A.
Veste in genere una casacca rosso-nera. L’ultimo avvistamento è avvenuto a Milano, in zona San Siro.
Il suo nome scientifico è “Ronalsconi” ed è un ibrido meticcio derivante dall’incrocio tra Ronaldo e Berlusconi.
Dal primo ha preso una certa eleganza nel tocco di palla e la smorfia che piega il viso quando è attraversato da un sorriso. Da Berlusconi la pancetta prominente e la oscena capigliatura posticcia.
Attendiamo con viva preoccupazione le prossime puntate del “Porta a porta” vespiano (col suo prestigioso parterre di ospiti: dalla Palombelli in Rutelli, al prof. Zichichi, passando per Platinette, Alba Parietti e i Simpson al completo) per conoscere i raccapriccianti particolari dell’eticamente inaccettabile accoppiamento. ronalberluscberlus

 

ronalsconiRoni

 

 

 

 

 

 

(Nelle foto: i "genitori" ed il Ronalsconi)

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categoria:libero cazzeggio
mercoledì, 28 novembre 2007
bastaFermi tutti. Macchina indietro. Forza Italia non si scioglie più!
Berlusconi, deciso più che mai a mettere a dura prova la sanità mentale dei suoi sudditi, ha annunciato che “il nuovo soggetto politico si strutturera' su un modello confederale". In sostanza il come-si-chiama (Partito del popolo delle libertà? PdL?) sara' "un partito rete a cui potranno aderire non solo formazioni politiche, ma anche associazioni e singoli cittadini”.
E poi, continuando a pensare che gli italiani (tranne lui, Confalonieri, Fede e pochi altri) sono degli inguaribili coglioni, ha aggiunto: "Io non avevo detto che avremmo sciolto Forza Italia”.
 
Fermo restanto che il modello del nascente partito più che ad una “rete” assomiglia ad una “groviera”, ci rifiutiamo di stare appresso alle paranoie del Nano. Lasciamo questo piacere ai suoi cortigiani.
Da parte nostra preferiamo stare spaparanzati sulla poltrona della nonna, scanalare da una rete televisiva all’altra ed ascoltare le teste di diamante della sua squadra di lustrascarpe (Bondi, Schifani, etc.) spiegarci che – effettivamente - il loro Capo Condomìnio non voleva sciogliere bla-bla, anzi aveva chiaramente indicato bla-bla il modello confederale, a scacchi, a rete o come diavolo gli va, tanto lui porta il pallone, stabilisce chi gioca e chi no ed a loro tocca il ruolo di titolari o panchinari a seconda di come al Capo ruotino gli zebedei.
Chissà, se un occhio attento, potrà cogliere nei loro volti il fremito di una palpebra, una ruga che fino al giorno prima non c’era. Potrebbe significare: anche i lecchini hanno i coglioni ed un pizzico cominciano a romperseli anche loro.
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categoria:ma non è una cosa seria
mercoledì, 28 novembre 2007
                                        
Il Ministro della Giustizia Clemente Mastella  gioca a tutto campo.
A colazione stoppa la messa in onda della fiction della RAI “La vita rubata” perché la vicenda romanzata di Graziella Campagna, 17enne di Villafranca Tirrena (Me), testimone involontaria di un segreto di mafia, “avrebbe potuto turbare la serenità dei giudici della Corte d'Assise di Appello che dal 13 dicembre si riuniranno in udienza proprio per il processo Campagna”.
Dopo pranzo, per par conditio, si scaglia contro la fiction Mediaset, “Il capo dei capi”, giunta alle ultime puntate – ma si sa: dopo un’abbondante libagione, i riflessi sono appannati – perché “Riina è un farabutto e basta e…non vorrei che venissero forniti dei modelli da emulare”.
Infine, prima di cena, chiarisce che lui “ha fatto da postino ad una richiesta del presidente della Corte d'appello di Messina”.
Mastella è un politico accorto ed un uomo amabile. Meridionale, caciarone, allegrone.
Cultore del valore “Famiglia”: tant’è che ha guardato con soddisfazione la scalata della moglie alla VicePresidenza della Regione Campania (per volontà degli elettori prima e degli eletti dopo, per amor di Dio!), ha visto figli e famigli insigniti di consulenze ministeriali (acquisite per meriti di studio e di curricula, ci mancherebbe!).
In una parola: un perfetto Padre di Famiglia. Ci è, pertanto, molto simpatico.
Ma stavolta non lo seguiamo.
Abbiamo sempre pensato che i problemi della giustizia fossero dovuti a qualche magistrato più sensibile ai casi del potere politico ed economico e meno a quelli della giustizia, ad una carenza mirata degli organici, a proposte di legge - strumentalmente accantonate - che avrebbero sburocratizzato gli iter processuali, ad un uso spregiudicato degli ispettori ministeriali, a ricorsi ad hoc al Csm, all’avocazione di inchieste scomode, agli indulti a tempesta, etc, etc.
Macchè, niente di tutto questo.
I disastri della giustizia sono da attribuire alle fiction.
Secondo Mastella i giudici, anziché consumare gli occhi e le schiene sui Codici, si piazzano davanti i televisori, spaparanzati sul divano del salotto buono e formano i loro convincimenti guardando le “fiction”.
Più facile sorbirsi due orette di Daniele Liotti o Tiziana Lodato che stare a leggere migliaia di atti processuali.
Cose dell’altro mondo!
                                      
                               Il colmo è che il Ministro dice di fare “il postino”.
postinoMagari lo avesse fatto veramente!
Oggi avremo un altro Ministro della Giustizia, qualche delinquente in più in carcere e qualche indultato in meno a compiere delitti in giro e, sicuramente, un bravo postino in più: scrupoloso, attento e pure simpatico.
Al quale dare con piacere una bella mancia natalizia.
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categoria:ma non è una cosa seria
giovedì, 22 novembre 2007
Grillo scrive sul suo blog “che Forza Italia è (era?) un partito di plastica. Un partito non si scioglie per volontà di una sola persona. Si tiene di solito un congresso degli eletti, si discute del programma, del nuovo nome. Poi si decide a maggioranza. Così avviene nelle democrazie. Nessuno dei suoi sottopancia, reggicoda, portaborse ha fiatato. E si capisce, senza di lui dove vanno? Sono semplici cortigiani.Il suo partito, comunque lo voglia chiamare, è suo di lui, proprietà privata, una organizzazione telecratica con obiettivi di controllo e di lucro”.
***
Al di là dei toni un po' accesi, il concetto è assolutamente da sottoscrivere. Quasi. Dissento sul partito di plastica. Direi meglio: di cartapesta, come le statuette del Presepe napoletanomich bramich bra1mich bra3
 
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categoria:libero cazzeggio
martedì, 20 novembre 2007

Nel post di ieri, scrivevo che il Cavaliere era "gasato" per i sette milioni e passa di italiani che avevano manifestato la volontà di tornare alle urne e che implicitamente avevano espresso solidarietà politica al suo partito: Forza Italia o come cavolo si chiamerà nel futuro prossimo.

Oggi guardo su YouTube il filmato che pubblico e, chissà perchè, mi viene voglia di ridere:

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categoria:libero cazzeggio
lunedì, 19 novembre 2007
BeBra
Gasato dai sette milioni di firme raccolte per “mandare a casa il Governo Prodi e ritornare alle urne”, eccitato dalle “strusciate” della Daniela Santanchè e dai baci di Michela Brambilla, messo alla corda dalla voglia “di tornare a fare politica” che divora gli Alleati, il Cavaliere dà una tremenda spallata alla Casa delle Libertà e dalle ceneri fonda un nuovo movimento: il partito del popolo italiano per la libertà.
Già dal nome, che appare farraginoso, siamo rimasti a bocca aperta. Spiazzati.
Forse è l’effetto “carramba” che il Cavaliere perseguiva? Esperto com’è in banalità televisive purchè ultraredditizie.
Ma, al di là dell’obiettivo di ribadire che è lui il protagonista del centro-destro e di ricacciare nell’angolo gli alleati-comprimari, che per un po’ di tempo, gli avevano rubato la scena, qual è il suo vero gioco?
E’ improponibile che l’azione non fosse stata lungamente premeditata. E che i suoi consulenti di marketing non l’avessero studiata nei minimi particolari.
Ma, preso atto della scatola, quali sono i contenuti?
Sembrano essere un ultimatum agli alleati. O tutti dentro, quindi con me, oppure tutti fuori e contro di me. Un vero e proprio colpo di mano. Come dire io sono tutto e voi, senza me, non contate niente.
***
Le prime reazioni appaiono fredde e risentite.
Fini - che sicuramente non ha gradito l’incendio amoroso per il duo Storace-Santanchè nonché l’atteggiamento aggressivo di Mediaset riguardo le sue vicende personali, stamane ha dichiarato che “a confluire nel nuovo partito non ci pensa nemmeno”.
Le posizioni di Casini e della Lega appaiono altrettanto scostanti.
Possibile che Berlusconi abbia deciso di giocare la partita della vita: o la va o la spacca?
Possibile che non si renda conto che rischia seriamente di disarticolare il centro-destra?
E’ credibile che sia così illuso da ritenere di essere in grado di attrarre nella sua nuova formazione, tutti i consensi della destra?
Il personaggio è avventuriero quanto volete, ma di certo nessuno può sostenere che non sia abile nel badare ai propri interessi.
Qual'è il gioco che sta conducendo al tavolo del poker?
Staremo a vedere.
 
 
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sabato, 17 novembre 2007
Su un blog palermitano leggo un bel post che ci dà conto di questo servizio delle Iene, a proposito dell’esercito di caporedattori dell’ufficio stampa della Presidenza della Regione.
Assunti, in numero spropositato, grazie ad una leggina ad hoc della Regione.
Dice Totò nell’intervista: l’informazione è importante.
Ma manco le clientele, lo dico io, sono da scartare.
Nello stesso blog, alcuni commentatori si chiedono: cosa fare per contrastare l’arrembante illegalità e l’arroganza dei potenti e dei loro beneficiati? Qualcuno suggerisce la sottoscrizione di petizioni, altri manifestazioni di piazza. Altri lamentano l’indolenza e la rassegnazione che s’è impadronita della maggioranza della gente.
***
Scrive nel suo blog, Roberto Alaimo a proposito della “bufala” del video, girato dai compagni di classe e pubblicato su YouTube, della ragazzina uccisa da un bus:
“Dopodiché, come se ce ne fosse bisogno, si aggiunge all’orrore vero l’orrore finto.
Parliamo dei video su Youtube della ragazza marocchina uccisa da un bus.
Ho lasciato passare quarantott’ore, di modo che questi video venissero fuori. O che almeno venissero fuori gli autori della bravata: nulla. Nemmeno un fermo immagine pubblicato, nemmeno un’intervista ai compagni senza cuore. Nulla, nemmeno sui quotidiani solitamente più efferati.
Non ho le prove, ma sulla base dell'istinto l’avevo pensato fin dal primo momento: questa è una bufala.
Di sicuro c’è solo che una povera ragazza è stata uccisa in un incidente. Poi magari fra gli astanti si sarà creato un assembramento variegato, dove qualcuno piangeva e qualcuno faceva battute cretine per alleviare la tensione. Però voglio credere che a tirare fuori il telefonino per scattare una foto o girare una clip sia stato qualche ragazzo più scemo degli altri, ma non tanto scemo da farsene un vanto sulla Rete.
A istinto posso immaginare che sia stato un fenomeno paragonabile alla palla di neve che diventa valanga. Qualcuno avrà detto: “Sì, e ora magari mettilo su Youtube”; e da quel momento la voce si è propagata, ognuno ci ha aggiunto un dettaglio moralmente raccapricciante, fin quando non è venuto a saperlo il preside, che si è incaricato di rendere pubblica la leggenda metropolitana. La conclusione è una camionata di commenti accigliati e pessimistici sulle sorti morali delle nuove generazioni.
Io voglio sperare che sia andata così, e oltre a una residua fiducia nel genere umano, me lo fa pensare il fatto che dopo la fiammata iniziale, i giornali hanno smesso di cavalcare la notizia.
Anche perché in fondo l’obiettivo era già stato raggiunto: innalzare ancora di un poco l’asticella della pubblica indignazione. Così la prossima volta, quando succederà un fatto altrettanto o anche più grave, noi tutti saremo predisposti a indignarci un po’ meno. E ancora, e ancora. Fin quando l'indignazione sarà del tutto estinta.” (Roberto Alajmo)
***
Probabilmente è questa la chiave di lettura.
La stragrande maggioranza dei media, quelli contro i quali Beppe Grillo vorrebbe scatenare una mobilitazione nazionale, vogliono portare la nostra capacità di indignarci contro le ingiustizie e le illegalità al livello zero. Vogliono assuefarci. Donarci la cristiana e macerante sopportazione.
In modo che tutti i Totò-vasa-vasa di casa nostra possano continuare a farsi i c*** Loro e delle loro Corti.
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giovedì, 15 novembre 2007

“Ma che colore ha una giornata uggiosa”, si chiedeva il poeta.

Sarà grigio fumo di Londra, come il cielo sulla mia testa.

Ho scoperto di essere, oltre che metereopatico, anche coloropatico. E per questo oggi sto fermo: per evitare di calpestare il mio umore.

Tanti dubbi offuscano il mio cervello e leggere i giornali non mi aiuta a dirimerli.

Ad esempio: il poliziotto indagato per omicidio volontario, se condannato, andrà mai in carcere? Forse sì, se trasferito al reparto di polizia penitenziaria. Sapremo mai la verità? Chissà. Se le cose dovessero mettersi di traverso potremmo pur sempre chiedere una commissione parlamentare d’indagine. Che, poi, penserà Di Pietro ad affossare.

Oppure: il Governo tra oggi e domani cadrà o resterà in bilico? E Berlusconi, a forza di minacciare spallate, finirà al Traumatologico? E il medico milanese chi l’ha ammazzato: una banda di moldavi o di rumeni?

***

Meglio rifugiarsi nella sezione calendari del CorSera. Guardo con malcelato interesse il calendario delle “Ragazze della porta accanto” (The girls next door). E qui la mia depressione raggiunge vertici da trattato di neuropsichiatria. Perché? Basta mettere a confronto queste due foto. La prima tratta dal calendario in questione, la seconda scattata alla mia “next door” in carne (flaccida), ossa (bucherellate dall’osteoporosi) e rughe.

Chi mala jurnata. Speriamo che domani splenda il sole.nextconcettina

 

P.S.: Si ringrazia la Sig.ra Concettina del 7° piano, scala C, per la cortese concessione della foto.

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categoria:libero cazzeggio
martedì, 13 novembre 2007
10La camera ardente è ancora aperta.
Un fiume di amici, conoscenti, tifosi sta rendendo l’ultimo saluto ad un povero sventurato, freddato dentro un'auto, una mattina di domenica, in un’area si servizio, da un poliziotto che "sembra accertato…sparò con le braccia tese" (sono parole del ministro degli interni, Giuliano Amato, pronunciate alla Camera dei Deputati.
I funerali non ancora celebrati.
E cosa fa la Lega Calcio? Un cominicato Ansa nel quale il presidente, Antonio Matarrese, ci informa che “Inter-Lazio e Roma-Cagliari, le due gare di serie A rinviate domenica per la morte di Gabriele Sandri, saranno recuperate il 5/12 alle 20,30”.
Ci complimentiamo per la vomitevole mancanza di tatto e la volgare ottusità del mondo del pallone.
Più che mai siamo d'accordo con Gigi Riva. "Fermiamo il calcio una domenica, tre mesi, anche per sempre, purché questo clima finisca – ha detto il vecchio campione. Non mi interessa la fuga di campioni, il problema non è Kakà ma mio figlio che va allo stadio".
Più che mai sappiamo di essere degli illusi.
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