domenica, 30 settembre 2007

Si sa, sono degli impenitenti ragazzacci, peggio degli scavezzacollo protagonisti di “Amici miei”! Davanti alle coorti del miserevole “Parlamento del Nord” Umberto Bossi declama: “La libertà non si può più conquistare in Parlamento ma attraverso la lotta di milioni di uomini disposti al sacrificio in una guerra di liberazione”.

BOSSI

Istigazione a delinquere? Macchè! Berlusconi si affretta a dare dignità goliardica alle sparate del Senatur: “Lui usa sempre un linguaggio colorito, ma nella pratica ha sempre dimostrato un grande senso di responsabilità - ha detto l'ex premier -. Ho fatto l’abitudine alle espressioni colorite che usa Umberto. Rassicuro tutti che la Lega ha avuto sempre un comportamento corretto e responsabile”. Meno male! E per continuare con giochetti in stile rubamazzetto o la sai l’ultima,

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ecco l’ex ministro Calderoli che festeggia il 71° compleanno dello psiconano regalandogli una foto osè della Michela Brambilla, presidente dei Circoli della Libertà, con tanto di cerchietto rosso ad indicare le gambe scoperte dalla minigonna, con su scritto: “il Circolo della Libertina”. BRAMBILLA

Ah, ah che ridere. Se non fossero costoro, coloro i quali – con tremenda probabilità – torneranno a governare il destino delle persone serie di questo Paese.

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categoria:libero cazzeggio
venerdì, 28 settembre 2007

free myanmar

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venerdì, 28 settembre 2007

bir00E' poca cosa o forse no. E' un segnale per dire a qualcuno: "Non pensiate di potere fare i vostri porci comodi, che tanto siete a casa vostra! Sappiate che l'eco delle repressioni, delle torture, degli assassinii, giunge fino a noi". Ed ai tanti: "Siamo con voi, avete la nostra solidarietà". Sappiamo che i destini si concretizzano in ben altre sedi, che i giochi si svolgono su ben altri tavoli, ma tenere alta la guardia, sensibilizzare l'opinione pubblica,  è importante perchè chi può - ed il nostro governo tra questi - faccia la sua parte.

Per questo aderiamo e diffondiamo il piccolo ma forse grande invito. Oggi venerdì 28 settembre (vedi link 1 e 2) indossiamo un'abito, una maglietta, un accessorio rosso. Sarà un modo per dare un segnale di attenzione e di speranza ad un popolo martoriato.

bir09bir1

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venerdì, 28 settembre 2007

Leggo sul settimanale "L'Espresso" le righe che riporto in basso. E man mano che leggo, la mia rabbia monta in maniera esponenziale. Mi sento come un'otre che incamera, si gonfia a dismisura e prima o poi scoppierà. La soluzione, se vogliamo salvaguardare l'incolumità delle nostre arterie, è inviare a tutta la classe politica italiana un catartico "Vaffa" di grilliana estrazione (cominciando dai "Sinistri" al governo che hanno terremotato le nostre finanze familiari e, peggio, dilapidato le nostre speranze); non leggere più le pagine politiche dei quotidiani, spegnere la tv quando fa capolino il parrucchino rosso di Santoro e dei suoi nipotini e darci...all'ippica!

  

In testa un’Alfa 159 nuova fiammante con poliziotti in borghese. Poi una Lancia Thesis con lampeggiante blu e paletta rossa “Servizio di Stato”. Infine un’altra Alfa 159 con poliziotti. Alle 18 e 40 di venerdì 7 settembre gli automobilisti nell’area di servizio Reggello sull’Autostrada del Sole si sono incuriositi pensando che fosse arrivato il presidente della Repubblica in cerca di un panino Camogli. Invece era solo il segretario di Rifondazione comunista, Franco Giordano, diretto a Bologna per un dibattito alla Festa dell’Unità. Con una certa fretta: dopo breve sosta, l’aggressivo corteo è ripartito a tutto lampeggiante, sorpassando sulla corsia di emergenza i chilometri di coda che come ogni giorno affliggevano il tratto dell’Autosole tra Incisa e Firenze. A Giordano non piacciono nuove autostrade e terze corsie. Ecco perché: per la sua auto blu il traffico è sempre scorrevole.     (L'Espresso)

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giovedì, 27 settembre 2007

Francesco Hayez_Il bacio

Questa mattina
c'è nell'aria l'incredibile fragranza
delle rose del Paradiso.
Sulla riva dell'Eufrate
Adamo scopre la freschezza dell'acqua.
Una pioggia d'oro cade dal cielo:
è l'amore di Giove.
Salta dal mare un pesce
e un uomo di Agrigento si ricorda
d'essere stato quel pesce.
Nella caverna che chiameranno Altamira
una mano senza volto traccia la curva
di un dorso di bisonte.
La lenta mano di Virgilio accarezza
la seta che portarono
dal regno dell'Imperatore Giallo
le carovane e le navi.
Il primo usignolo canta in Ungheria.
Gesù vede sulla moneta il profilo di Cesare.
Pitagora rivela ai suoi greci
che la forma del tempo è circolare.
In un'isola dell'Oceano
i levrieri d'argento inseguono i cervi d'oro.
Su un'incudine forgiano la spada
che sarà fedele a Sigurd.
Whitman canta a Manhattan.
Omero nasce in sette città.
Una donzella riesce a catturare
l'unicorno bianco.
Tutto il passato torna come un'onda
e quelle antiche cose sono qui
solo perché una donna ti ha baciato
.

                                               (J.L. Borges)

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categoria:poesia
martedì, 25 settembre 2007
no anorexia
In coincidenza, probabilmente non casuale, con la Settimana della Moda di Milano, Oliviero Toscani lancia la campagna pubblicitaria “No anorexia” della Nolita.
Toscani è un guru della comunicazione, celebre per le pubblicità schoccanti, dure e crude, dei veri “ganci” allo stomaco, così distanti da quelle alle quali siamo abituati, che ci mostrano un’ Italia da operetta, con mamme bellissime che svolazzano felici in cucine hollywoodiane, senza problemi di alito, di traspirazione e di regolazione intestinale, esenti da sindromi da “ultima settimana del mese” (conti della spesa da saldare, bancomat bloccati, mutui insoluti), che coccolano mariti che ritornano raggianti dal lavoro al volante di suv da centomila euro in su e e bimbi biondissimi che si ingollano con le prelibate merendine del Mulino Bianco.
Nei tabelloni pubblicitari di Toscani campeggia l’immagine di una modella anoressica, dal corpo martoriato: tagliente, spigoloso, sgradevole. Di più: terrorizzante.
Come sempre si sono scatenati una ridda di commenti.
Noi stiamo con Toscani. Pur sempre di pubblicità trattasi, l’obiettivo dichiarato è quello di vendere un tailleur od un pantalone in più. Ma anziché farlo tappandoci gli occhi ed illudendoci di vivere nel paese più felice del mondo, ci fa scontrare visivamente col problema drammatico dell’anoressia, che tante vittime miete tra i giovani. E ciò mi pare assolutamente non banale.
Le immagini di "No anorexia".
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venerdì, 21 settembre 2007
Ieri sera cenetta in un accogliente localino di via Alloro. Orata allo yogurt, sformato al calamaro in salsa di soia ed altre prelibatezze innaffiate con abbondante vino bianco.
Al rientro, mitragliamento di mia moglie: “Quando usciamo beviamo troppo! In quattro abbiamo fatto fuori uno chardonnay, un grillo ed un passito. Vedrai domani come ti sentirai…”.
Che palle!
Purtroppo le donne hanno sempre ragione e tutto quel che dicono - sarà saggezza, sarà suggestione, sarà soggezione - si avvera.
Stamane risveglio traumatico, cerchio alla testa, confusione mentale.
Figuratevi che sfogliando la Repubblica, ancora impastato ed  insonnacchianto, leggo una notizia che ha dell’incredibile e solo la certezze di essermi bevuto il cervello mi impedisce di strappare il giornale, affacciarmi al balcone ed urlare come un ossesso.
La notizia è che Claudio Burlando, Presidente della Regione Liguria, domenica scorsa s’è infilato contromano sull’autostrada, ha fatto per un paio di chilometri lo slalom tra increduli e terrorizzati automobilisti, finchè fermato da una pattuglia della Polizia Stradale ha riconosciuto di avere sbagliato corsia ed alla richiesta di documenti anziché la patente ha esibito il tesserino (scaduto! Non è più deputato da 2 anni!) di parlamentare. E la Polstrada? Dopo una imbarazzata telefonata al Comandante ha stilato una relazione di servizio “per dovere d’ufficio”, ha salutato con deferenza e magari si sarà scusata per quel coglione del progettista che ha costruito la corsia col senso di marcia  opposto a quello auspicato dal Burlando.
Divertente! Se non fossi io a prendere fischi per fiaschi. Magari sto sognando. Maledetta sbornia!
Come sempre ha ragione mia moglie: “La sera, quando si esce, si beve troppo”!
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martedì, 18 settembre 2007

V_day_lista_civica.jpg

Questo blog ha seguito il V day. E' stato attento all'infuocato dibattito che si è scatenato sui media nazionali attorno e su Beppe Grillo. Ha detto la sua a quel paio di lettori che hanno avuto la bontà di seguirlo. Ognuno fa quel che può. Adesso, però, qualcosa ci sfugge. Fatti due numeri, i conti non ci tornano. Sul suo sito Grillo scrive: "E adesso? ... La parola è ai cittadini. Ogni Meetup, ogni gruppo può, se vuole, trasformarsi in lista civica per le amministazioni comunali. ... Dai Comuni si deve ripartire a fare politica con le liste civiche. Le liste...avranno la certificazioen di trasparenza beppegrillo.it...". Tutto cio per fare cosa? Questo bollino tipo "Ciquita" a quale fine? Il V day è stata l'occasione per riunire in piazza un milione di persone delle più diverse età, estrazioni culturali, sociali, politiche, con un paio di tratti in comune: l'attenzione per la vita civile e la voglia di darsi delle regole elementari, ignorate colpevolmente dal Palazzo, di convivenza e rappresentatività politica. Diverso è la trasformazione di questi microaggregati in liste civiche. Sotto quali bandiere? Attorno a quali idee? Con quali programmi amministrativi? La firma sotto un legittimo progetto di legge di iniziativa popolare con richieste chiare è ben diverso dal proporsi autonomamente per la gestione delle nostre municipalità. Noi, al momento, non capiamo e non ritenendo il Grillo uno sprovveduto stiamo a vedere gli sviluppi, fiutando l'aria in giro. Ciò che ci auguriamo è che l'aggregarsi di un milione di persone (e chissà quanti altri milioni sono rimasti a casa) attorno ad una idea di riavvicinamento della politica ai bisogni della gente non svanisca al sole del protagonismo di tanti piccoli capetti di periferia, pronti a perpetuare logore logiche di potere. 

 

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martedì, 18 settembre 2007
Los Justos
Un hombre que cultiva su jardín, como quería Voltaire.
El que agradece que en la tierra haya música.
El que descubre con placer una etimología.
Dos empleados que en un café del Sur juegan un silencioso ajedrez.
El ceramista que premedita un color y una forma.
El tipógrafo que compone bien esta página, que tal vez no le agrada.
Una mujer y un hombre que leen los tercetos finales de cierto canto.
El que acaricia a un animal dormido.
El que justifica o quiere justificar un mal que le han hecho.
El que agradece que en la tierra haya Stevenson.
El que prefiere que los otros tengan razón.
Esas personas, que se ignoran, están salvando el mundo.
borges
I Giusti
Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire.
Chi è contento che sulla terra esista la musica.
Chi scopre con piacere una etimologia.
Due impiegati che in un caffè del Sur giocano in silenzio a scacchi.
Il ceramista che premedita un colore e una forma.
Il tipografo che compone bene questa pagina che forse non gli piace.
Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto.
Chi accarezza un animale addormentato.
Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto.
Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson.
Chi preferisce che abbiano ragione gli altri.
Tali persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo
.
                                                                   (Jorge Luis Borges)
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mercoledì, 12 settembre 2007
Dialogo tra un padre ed un figlio
 
“Davi, sai chi è morto?”
“No!”
“No? Non dico di sfogliare il giornale, so che è contro la tua religione, ma potresti dare uno sguardo alle notizie su internet, dato che passi le giornate davanti il pc”.
“Non rompere!”
“Scusa, dimenticavo che tu mastichi solo chat e videogiochi!”
“Uffa! Chi cavolo è morto?”
“Joe Zawinul”
“E chi è? Un tuo amico inglese?”
“Vabbè! Innanzitutto non era inglese, ma austriaco. Era un famosissimo musicista. Mai sentito parlare dei Weather Report, del suo amico Wayne Shorter, di…”
“E che ascolto ‘sta musica?”
“... jazz, di fusion… Ah, è vero tu mangi pane e metallari! Scusa se ti ho disturbato, fatti le tue cose. Io vado ad ascoltare un po’ di musica dei miei tempi".  
 
“PAPI COS’EEEE’? QUESTA LA CONOSCO! E’ BELLISSIMA! CHI SUONA? COME S’INTITOLA?”
“Sono i Weath…”
“ZITTO! FAMMI ASCOLTARE!”
 
Sono queste le grandi soddisfazioni che ci regalano i figli.
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