Pomeriggio di sabato 07 luglio 2007. Inizia la stagione dei saldi (ma la stagione estiva non è appena cominciata?)
Mattinata al mare. Rientro a casa accaldato e pieno di sabbia; mi infilo sotto la doccia; mi rivesto di gran carriera ed ancora bagnato mi immergo delle stradine del centro a caccia di “saldi”.
Sento che oggi è la mia giornata fortunata e sono sicuro che farò gli acquisti della mia vita.
La stessa tiritera che mi ripeto tutti gli anni e che regolarmente si conclude con code ciclopiche davanti l’ingresso dei negozi, bagni di sudore e sacchettini griffati con i saldi residui della stagione precedente pagati al prezzo di quella futura.
Giunto in piazza Politeama noto uno stuolo di ragazzetti che stazionano sotto la statua di Ruggero Settimo davanti il Teatro.
Che ci staranno a fare? Boh? Ai miei tempi ed alla loro età il sabato pomeriggio si usciva con la morosa, un deca in tasca, le si offriva il gelato, si andava al cinema e poi…si sperava della fortuna!
In alternativa, nei periodi di magra, si sfidavano gli amici in interminabili tornei di calcio balilla.
Passo avanti non prima di essermi portato una mano alla tasca posteriore destra dei jeans, rassicurandomi che il portafogli sia ancora al suo posto. Con questa baraonda…
All’angolo con via Emerico Amari una allegra famigliola canterina, attrezzata di tutto punto con altoparlanti e strumentazione elettrica, allieta i passanti con musica pop.
Saranno inglesi? Svedesi? Da ovunque vengano hanno sperimentato un ottimo sistema per farsi sponsorizzare dagli autoctoni le ferie in Sicilia.
Lui, biondissimo, schitarra; lei, biondissima, canta con una vocina esile ma intonata, alla Joan Baez; un bambino di manco dieci anni (o sarà una bambina?), chi sa come: biondissimo, con due bacchette più grandi di lui (o di lei?) picchia con sistematica metodicità i tamburi ed i piatti di una batteria; infine una poppante di un paio d’anni, incredibile ma vero: biondissima, gira tra la gente.
Ed intanto il piattino si gonfia di offerte.
Mentre ascolto le note di “Sorry” della vecchia Tracy Chapman vengo incrociato da un simpatico giovane con un paglietta che sa molto di “nostro agente all’Avana”.
All’improvviso un urlo: “FLASH!!!”.
Un centinaio di ragazzotti sgomitano, si agitano, decine di macchine fotografiche cominciano a squarciare l’aria coi loro flash.
Poi l’irreparabile.
Crollano al suolo come fulminati da un raggio immobilizzatore.
Siamo in un film di Spilberg?
Dopo il primo momento di sconcerto, mi guardo attorno e memore dei corsi che ho frequentato di emergenza sanitaria per volontari, mi fiondo su una procace fanciulla caduta stecchita ai miei piedi.
Mi do da fare con la sua camicetta esibendomi in un improbabile massaggio cardiaco ed in un’insuinante respirazione bocca a lingua.
Lei, improvvisamente, si ridesta e mi sussurra:
“Sei impazzito? Ti pare il luogo ed il momento per fare il mandrillo?”
Sono esterrefatto: “Che dici? T’ho visto cadere come una cavalla morta. Credevo stessi esalando l’ultimo respiro. Cercavo di rianimarti…”
“Cavalla morta? Ultimo respiro? Ma che dici? Fai silenzio che rovini il flash mob.”
“Il flash che?”
“Uffa, quanto sei arretrato… sai un gruppo di persone che non si conoscono…che fanno un’azione coordinata manco fossero una squadra di nuoto sincronizzato…con istruzioni date vie email o sms?... E’ la nuova frontiera del divertimento!”
E di nuovo un urlo: “FLASH!!!”, un applauso e la gente morta stecchita che improvvisamente resuscita, si alza e si disperde festante così come la mia giovane interlocutrice: novella Cenerentola.
Mi rialzo, mi ripulisco i pantaloni e cercando di non dare troppo all’occhio mi dirigo verso via Ruggero Settimo. Al semaforo, incrocio un vecchietto che - trascinandosi faticosamente sul suo bastone - mi fa: “I vitti quei picciuttunazzi stricati n’ terra? U munnu finiu…!!!”.
Tiro dritto per la mia strada.
“Caro ed arzillo vecchietto, cosa vuoi capire del mondo d’oggi? Ai tuoi tempi ti divertivi andando al mare a locchiare le femmine in costume da bagno o a fare bisboccia per strada coi tuoi compagni o peggio a dare quattro calci ad un pallone. Oggi la nuova frontiera è il flash mob! Il massimo del divertimento è urlare: “flash!!!”, stricarsi per terra per poi rialzarsi come se niente fosse.
Ma tu sei troppo vecchio per capire queste cose: AGGIORNATI !!!”