giovedì, 09 ottobre 2008

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Ore 11.00 di lunedì 6 ottobre.
Chiamo al numero di telefono indicato per prenotare.
“Drin…drin…drin…(voce registrata)…il numero di telefono è a pagamento. Costa della chiamata…scatto alla risposta…più…al minuto…più IVA…”
“Desidero prenotare due persone per LA NARRAZIONE presso l’atrio del Cacere dei Penitenziati di sabato sera…”
“E’ tutto pieno!”
“Come tutto pieno? Si prenota dal lunedì alle nove per gli spettacoli della settimana ed alle 11.00 della mattina del primo giorno è già tutto pieno?”
“E’ tutto pieno”
“Va beh! La telefonata è a pagamento e non intendo polemizzare a mie spese ed a vostro arricchimento. Click”.
 
P.S.: Ingresso gratuito? Prenotazione a pagamento!
Già alle 11.00 del lunedì lo spettacolo del sabato è sold-out. Tutti coloro che chiameranno fino al sabato a chi regaleranno i soldini delle chiamate telefoniche?
La manifestazione, lodevole, si chiama "Le vie dei Tesori": che il "Tesoro" sia quello che - grazie alla famigerata numerazione 199 - si spartiranno Compagnia Telefonica & Organizzatori?
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categoria:ma non è una cosa seria
mercoledì, 02 luglio 2008
se perdo...
Umberto Eco ha inviato questa lettera a Furio Colombo, Paolo Flores d'Arcais, Pancho Pardi, promotori della manifestazione dell'8 luglio in Piazza Navona, contro le “leggi canaglia” che il parlamento si appresta a varare e  che vieteranno ai magistrati l’uso delle intercettazioni telefoniche ed ai giornalisti di riferirne, che congeleranno i processi per reati che prevedono condanne al di sotto dei dieci anni e che sanciranno l’impunibilità (o l’impunità?) delle massime cariche dello Stato (Berlusca in primis).
Con tanti saluti alla democrazia.
A questa manifestazione non aderisce il Pd.
Forse Ualterveltroni aveva già prenotato spiaggina ed ombrellone a Sabaudia o forse no.

Nel frattempo consoliamoci leggendo la lettera di Umberto Eco:
 
Cari Amici,
mentre esprimo la mia solidarietà per la vostra manifestazione, vorrei che essa servisse a ricordare a tutti due punti che si è sovente tentati di dimenticare:

1) Democrazia non significa che la maggioranza ha ragione. Significa che la maggioranza ha il diritto di governare.

2) Democrazia non significa pertanto che la minoranza ha torto. Significa che, mentre rispetta il governo della maggioranza, essa si esprime a voce alta ogni volta che pensa che la maggioranza abbia torto (o addirittura faccia cose contrarie alla legge, alla morale e ai principi stessi della democrazia), e deve farlo sempre e con la massima energia perché questo è il mandato che ha ricevuto dai cittadini. Quando la maggioranza sostiene di aver sempre ragione e la minoranza non osa reagire, allora è in pericolo la democrazia.

Umberto Eco
                                                           *  *  *
Comunicazione di servizio. Se qualcuno ha la fortuna di incrociare Ualterveltroni, l'Oppositore Gentile, nel loft o per strada, gli chieda di darci conferma dela sua esistenza battendo un colpo: con gentilezza, naturalmente!


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categoria:cronache marziane
giovedì, 27 marzo 2008

Man Experiencing Nausea, © image100/Corbis, RF, 1, Addiction, Adults, Ailment, Alcoholism, Bathroom, Defeat, Drinking, Drunk, Illness, Indigestion, Indulgence, Kneeling, Males, Men, Nausea, People, Posture, Room, Social issues, Whites, Young adults

CHIUSO PER NAUSEA FINO A QUANDO...NON MI PASSERA'!!! 

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categoria:
martedì, 18 marzo 2008

no oli

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categoria:solidarietà
martedì, 18 marzo 2008

La notizia sembra provenire dalla Repubblica dello Stato Libero di Bananas.
Ed è proprio così!
Grazie Porcellum.
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categoria:cronache marziane
domenica, 09 marzo 2008
z1Ci piacerebbe regalare questo ombrello all'onorevole (non ancora per molto) Enrico Boselli, Segretario di quella sparuta associazione pomposamente chiamata Partito Socialista (ex Sdi).
Sarebbe un modo gentile per salutare la sua uscita dalla scena politica italiana e, contestualmente, uno strumento utile a sottrarlo da eventuali “attenzioni salivari" da parte di coloro che erano stati sfiorati dall'idea di votarlo. Proposito immediatamente rientrato dopo la spettacolare sortita del Nostro di proporre la candidatura "autonoma", al Senato, in Campania, di Clemente Mastella.                       
Lo stesso Mastella, che ha fatto della spregiudicatezza una sua virtù, l'ha guardato stranito e l'ha mandato a quel paese...   
La disperazione politica può portare a gesti inconsulti.               
E’ dura sbarcare il lunario senza indennità parlamentare!
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categoria:personaggi
venerdì, 07 marzo 2008
v
Parola di Francantonio Genovese, segretario siciliano del Pd.
“C’è un grande fermento di dirigenti e militanti siciliani. In tanti ambiscono ad un posto sicuro per la Camera o per il Senato.
Invece nessuno vuol candidarsi alla Regione.
E questo grazie alle liste “bloccate” e “garantite” che assicurano elezione certa agli aprilista di Camera e Senato, mentre per la Regione bisogna raggranellare i voti uno per uno”.
A me viene da vomitare, nonostante abbia uno stomaco di ferro, che digerisce panini ca meusa, frittole e carcagnolo come fossero pastina in brodo!
Non so voi.
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categoria:cronache marziane
martedì, 04 marzo 2008
Mastro Peppe è un arzillo giovanotto di 80 anni che conserva il gusto per la vita, della quale ha imparato ad apprezzare e godere anche le più piccole sfumature.
Qualche giorno fa mi dice: “U viristi u Festivallo? Ma cu è 'sta Lola Pon ca vinciu?  Ma runni l’avi a vuci? E poi quantu è laria a canzuni…”.
Poi, preso dal rimorso e memore dei vecchi 45 giri, aggiunge: “forse era megghiu un lato B ru discu…??!!”.
Inutile spiegargli che i 45 giri oramai si trovano nei mercati antiquari e che siamo in epoca di mp3, pen drive ed emule.
Però, tornato a casa e visto questo video, mi sono ricreduto.
Molto meglio il lato B di Lola Ponce!
Anche stavolta Mastro Peppe aveva ragione
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categoria:libero cazzeggio
domenica, 02 marzo 2008

Sabato, 01 marzo ’08. Teatro Biondo. Spettacolo serale.
Sulle tavole del palcoscenico si dispiega il conflitto d’amore e d’odio tra una madre-Charlotte-Rossella Falk e una figlia-Eva-Maddalena Crippa.
Una sinfonia d’amore.
In platea qualcuno chiacchiera, qualche altro giocherella col telefonino, una si sventaglia (col freddo che fa a marzo!), qualcuno ronfa, molti tossiscono.
Moltissimi.
Sembra di stare nelle corsie di un reparto di Pneumologia o nelle sale di un Sanatorio.
Ed invece siamo a teatro.
E sul palcoscenico ci sono un mostro sacro, che da cinquant’anni ammalia col suo fascino sofisticato e la sua sensibilità i pubblici di tutta Italia, ed una delle più raffinate interpreti teatrali, che recitano uno splendido testo di Ingmar Bergman.
Perchè se sei annichilito da una settimana di lavoro e la palpebra non ti regge, il sabato sera non stai a casa?
Perchè se hai qualche linea di febbre, il naso ti gocciola e la gola assomiglia ad un lanciafiamme, non te se stai disteso sul divano di casa, davanti il televisore, a vedere – magari – il festival di San Remo, con una copertina sulla pancia e una tazza di thè al miele tra le mani?
Perché, anzichè stare altrove, preferite rompere i cammilleriani cabbasisi a coloro ai quali viene il ghiribizzo, in un cavolo di sabato sera, d’inverno, di seguire, in santa pace, uno spettacolo teatrale?  
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categoria:
domenica, 02 marzo 2008
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categoria:libero cazzeggio